Categoria: Educazione alimentare

  • Coltiviamo il gusto:  il cibo come esperienza educativa

    Coltiviamo il gusto: il cibo come esperienza educativa

    Premessa

    Coltiviamo il gusto è al suo secondo anno di attività, in continuità con quanto avviato lo scorso anno dal Comune di Capannori insieme alla Piana del Cibo, all’azienda di ristorazione Qualità & Servizi, alle associazioni– tra cui Slow Food e Calafata – a numerosi produttori locali e alle scuole del territorio.

    Per il 2025 il progetto si amplia, avviando nuove attività rivolte alle scuole secondarie di primo grado e rafforzando il percorso sugli orti scolastici grazie alla collaborazione con l’Istituto Busdraghi di Lucca.

    Il progetto ha inoltre ricevuto un importante riconoscimento a livello nazionale: nella categoria scuole per la sensibilizzazione delle giovani generazioni

     ha premiato il progetto FoodCLIC del Comune di Capannori con questa motivazione:

    La categoria Scuole per la sensibilizzazione delle giovani generazioni premia il progetto FoodCLIC del Comune di Capannori (Lucca), ideato per la riduzione dello spreco alimentare nelle classi: attraverso la sensibilizzazione e il coinvolgimento degli studenti si punta a favorire nei bambini e nelle bambine un rapporto meno astratto con il cibo e una sempre maggiore consapevolezza rispetto alla provenienza degli alimenti, ai ritmi delle stagioni e alla sensorialità alimentare, tale da stimolarne il consumo a tavola con attenzione alla prevenzione e riduzione degli sprechi.”

    Per ulteriori informazioni su FoodCLIC approfondisci sul SITO

    Laboratori sensoriali

    Con “Il pentolone delle meraviglie” i bambini esplorano il cibo con tutti i sensi, scoprendo sapori, profumi e colori legati alla tradizione locale.

    Fumetto, incontri e creatività

    Le classi leggono il fumetto “La zuppa di Durvere”, incontrano Stefano Tofani, curatore della storia, e trasformano la lettura in disegni e racconti illustrati. Da questo lavoro nasce la mostra didattica “Con gli occhi dei bambini: la nostra terra a fumetti”, allestita durante Slow Beans: il 16 novembre a Marlia sarà presente Valerio Barchi, autore delle illustrazioni.

    Orti scolastici e didattica all’aperto

    Il progetto comprende orti didattici e aule all’aperto come veri laboratori di educazione ambientale, alimentare e alla sostenibilità. L’iniziativa nasce dal percorso “A scuola con le mani nella terra”, promosso dal Comune di Capannori con il supporto del programma europeo FoodCLIC, e si arricchisce quest’anno della collaborazione con l’Istituto Busdraghi di Lucca.

    Incontri con i produttori locali

    Gli alunni conoscono chi coltiva e trasforma i prodotti del territorio, scoprendo il valore del lavoro agricolo e il legame tra cibo e comunità.

    Open Day in azienda agricola

    Scuole e famiglie partecipano a visite nelle aziende agricole della Piana di Lucca, vivendo esperienze tra campi e orti:

    • Azienda Agricola NicoBio – coltivazione di frutta e ortaggi biologici
    • Apicoltura Biologica Stefania Costanza – produzione di miele biologico
    • Cooperativa Sociale Calafata – agricoltura biologica e inclusione sociale
    • Bio Agriturismo Alle Camelie – oltre vent’anni di esperienza in agricoltura biologica rispettosa del territorio

    Emozioni nel piatto

    Parallelamente, il percorso “Emozioni nel piatto”, in collaborazione con l’associazioneACCA, accompagna gli studenti della scuola secondaria di primo grado con incontri guidati da psicologhe e nutrizioniste. Si affrontano temi come autostima, inclusione, body shaming e il legame tra emozioni e cibo, stimolando un approccio critico rispetto ai modelli alimentari e agli ideali di bellezza.

    Conclusione

    Coltiviamo il gusto non è solo un progetto sul cibo: è un’occasione per costruire una comunità educante, in cui scuole, famiglie, produttori e territorio collaborano per far crescere nei più piccoli conoscenze, valori condivisi e senso di appartenenza al proprio territorio.

    Giorgio Dalsasso 

  • 10 anni di Orto in Condotta: a Camigliano la scuola cresce con le mani nella terra.

    10 anni di Orto in Condotta: a Camigliano la scuola cresce con le mani nella terra.

    Alla Scuola Primaria di Camigliano l’orto scolastico è diventato, in dieci anni, un vero laboratorio di educazione ambientale, cittadinanza attiva e crescita condivisa.

    CAMIGLIANO – C’era una volta un’idea, un maestro e una serra. È iniziata così, nell’anno scolastico 2013/2014, l’avventura dell’“Orto in Condotta” alla Scuola Primaria di Camigliano, in provincia di Lucca. Un progetto nato su proposta del dirigente scolastico Giorgio Dalsasso nell’ambito dell’iniziativa “Una scuola su misura”, con un obiettivo tanto semplice quanto rivoluzionario: imparare con le mani nella terra.

    Alla guida del progetto, il maestro Valerio Nardini – presto ribattezzato affettuosamente “maestro ortolano” – che con passione e dedizione ha trasformato la serra dell’istituto in un’aula viva. Ogni semina diventava un’occasione per una lezione di scienze, ogni raccolto un momento di festa, ogni piantina un pretesto per parlare di crescita, cura, trasformazione.

    Una pausa forzata, una rinascita creativa

    Con il pensionamento del maestro Nardini e l’arrivo della pandemia, l’orto ha vissuto un momento di sospensione. Ma lo spirito del progetto non si è mai spento. Dopo la pausa, le insegnanti della scuola hanno deciso di rimboccarsi le maniche e far rinascere l’orto, ripensandolo in chiave nuova: cassette di legno riciclate, piante aromatiche, ortaggi e fiori, tutto in uno spazio all’aperto accanto alla serra.

    La risposta degli alunni è stata immediata: entusiasmo, partecipazione, curiosità. Così, l’anno successivo è nato un vero e proprio “orto in cassetta”, con bancali in legno recuperati e uno spazio dedicato a ciascuna classe. Un’azienda agricola locale ha donato le piantine, dando vita a un circolo virtuoso di collaborazione tra scuola e territorio.

    Un progetto che mette radici nel presente e guarda al futuro

    Negli anni l’orto si è arricchito: sono arrivate viti, more, mirtilli, anche grazie al contributo delle famiglie. Fino alla grande occasione della partecipazione al progetto europeo FOODCLIC, finalizzato a rendere i sistemi alimentari locali più sostenibili e inclusivi. Ora  l’orto è stato rinnovato con nuovi cassoni in legno, terriccio di qualità e una copertura per la serra. Un investimento che ha dato subito i suoi frutti: i bambini hanno piantato ortaggi e fiori di ogni tipo, con lo stesso entusiasmo di dieci anni fa.

    Il cuore verde della scuola

    Oggi l’orto è molto più di un luogo dove far crescere le piante: è uno spazio educativo a tutti gli effetti. Ogni attività che si svolge tra i filari diventa occasione di apprendimento trasversale. I bambini imparano la biologia osservando le fasi di crescita di una pianta, la matematica calcolando tempi e quantità, l’italiano scrivendo diari di bordo e racconti ispirati alla vita dell’orto. Ma soprattutto, imparano la cura: di sé, dell’ambiente, degli altri.

    L’orto scolastico è un potente strumento per educare alla sostenibilità, al rispetto del lavoro e del tempo, alla responsabilità personale e collettiva. È un laboratorio di cittadinanza attiva, dove i piccoli diventano protagonisti, si prendono cura di qualcosa, vedono i risultati del loro impegno e imparano che crescere richiede attenzione, ascolto, pazienza.

    Non si tratta solo di piantare semi, ma di coltivare relazioni: tra compagni, tra scuola e territorio, tra generazioni. L’orto diventa così uno spazio di inclusione, dove ognuno può contribuire con ciò che ha e ciò che sa fare. Anche i bambini più timidi o in difficoltà trovano nell’orto un luogo in cui esprimersi, sperimentare, sentirsi utili.

    “Oggi più che mai – scrivono le insegnanti – vediamo negli occhi dei bambini tutto il senso del nostro fare scuola: educare al rispetto, alla pazienza, alla bellezza della natura e del tempo lento.”

    Dopo dieci anni, l’orto della Scuola Primaria di Camigliano è diventato il cuore verde dell’istituto. Un’esperienza che mette radici ogni giorno, che continua a germogliare in forme nuove, e che dimostra come anche una scuola possa davvero crescere… con le mani nella terra.

    Le Maestre della Scuola Primaria di Camigliano

  • Quando la mensa scolastica diventa seme di educazione, salute e comunità

    Quando la mensa scolastica diventa seme di educazione, salute e comunità

    Ogni giorno i bambini del Comune di Capannori vivono un’esperienza fondamentale per il loro futuro: la mensa scolastica. Non è solo un momento per mangiare, ma un’occasione preziosa di educazione, crescita e scoperta. L’educazione alimentare è la chiave per costruire una vera sovranità alimentare, quella capacità di ogni comunità di scegliere, produrre e consumare cibo sano, sostenibile e a misura d’uomo. Insegnare fin da piccoli il valore del cibo, delle stagioni, dei sapori e delle tradizioni locali significa mettere radici profonde per un futuro in cui le scelte alimentari siano consapevoli, responsabili e in armonia con l’ambiente e il benessere collettivo.

    Il progetto “Coltiviamo il Gusto” nasce proprio con questo spirito, per promuovere una cultura del cibo che coinvolga bambini, insegnanti, famiglie, produttori e istituzioni. Attraverso la mensa scolastica, il cibo diventa strumento di educazione, occasione di incontro e ponte tra la scuola e il territorio. I menu si arricchiscono con prodotti locali e stagionali, valorizzando le eccellenze agricole e rispettando le esigenze nutrizionali e il gusto dei più piccoli.

    Coltiviamo il Gusto” dimostra così come la mensa scolastica possa diventare seme di trasformazione culturale e motore economico per il nostro territorio, rafforzando il legame con i produttori locali e con le aziende del territorio stesso. Coinvolgendo tutti gli attori – bambini, insegnanti, famiglie, produttori e istituzioni – si crea una comunità educante che mette il cibo al centro del benessere collettivo. Un modello replicabile, capace di generare un impatto reale sulle persone e sull’economia locale.

    Food policy: costruire politiche locali del cibo per un futuro sostenibile e inclusivo . 

    Il progetto si inserisce nella Strategia Alimentare della Piana del Cibo, che unisce quattro Comuni (Capannori, Altopascio, Porcari, Villa Basilica) in una visione condivisa di food policy basata su salute, sostenibilità, partecipazione e inclusione. Le food policy sono politiche pubbliche che mirano a governare e migliorare i sistemi alimentari a livello locale, regionale o nazionale, integrando aspetti economici, sociali, ambientali e culturali. Non si tratta solo di gestire la produzione e la distribuzione del cibo, ma di promuovere un modello alimentare che sia buono, pulito e giusto per tutti.

    Queste politiche riconoscono il cibo come un diritto fondamentale, accessibile a ogni persona senza discriminazioni, garantendo qualità nutrizionale, sicurezza alimentare e sostenibilità ambientale. Promuovono inoltre la valorizzazione delle produzioni locali, la tutela della biodiversità, il rispetto del lavoro agricolo e la partecipazione attiva delle comunità. Implementare food policy efficaci significa costruire reti tra istituzioni, produttori, distributori, scuole e cittadini per creare sistemi alimentari resilienti, inclusivi e capaci di rispondere alle sfide globali come il cambiamento climatico, la povertà e le disuguaglianze sociali. 

    Nel caso di Capannori e della Piana del Cibo, la food policy rappresenta una strategia condivisa che valorizza il territorio, protegge le risorse naturali, sostiene l’agricoltura locale e educa le nuove generazioni a scelte alimentari consapevoli, rafforzando così la coesione sociale e il benessere collettivo.

    Produttori locali: un legame autentico tra terra e tavola

    Uno degli elementi più preziosi di “Coltiviamo il Gusto” è il coinvolgimento diretto dei produttori agricoli del territorio, veri protagonisti nel raccontare ai bambini la storia e la passione che si nasconde dietro ogni frutto della terra. Aziende come Apicoltura Biologica di Stefania Costanza, NicoBIO, Azienda Agricola Calafata e la Società Cooperativa Agricola Alle Camelie hanno portato nelle scuole la loro esperienza concreta, con incontri, visite guidate e laboratori in campo.

    Attraverso queste attività, i bambini hanno potuto scoprire come si coltivano gli alimenti, comprendere l’importanza di pratiche agricole sostenibili e rispettose dell’ambiente e vedere da vicino come la natura fornisce prodotti sani e genuini. Questa vicinanza ai produttori ha aiutato a costruire una relazione di fiducia e consapevolezza, accorciando la distanza tra chi produce il cibo e chi lo consuma. Così, il progetto semina nei più piccoli valori fondamentali come il rispetto per la terra, la valorizzazione della biodiversità e la scelta di prodotti locali e sostenibili.

    Orti scolastici: laboratori a cielo aperto per imparare dalla natura

    Gli orti scolastici sono stati uno dei cuori pulsanti del progetto. Questi spazi verdi, attrezzati grazie al supporto del programma europeo FoodCLIC, sono diventati veri e propri laboratori naturali dove i bambini hanno potuto sperimentare direttamente la coltivazione di ortaggi e legumi.

    Nei campi, i bambini hanno imparato i cicli biologici delle piante, dall’impianto alla crescita fino alla raccolta, sviluppando una relazione diretta e quotidiana con la natura. La cura dell’orto ha stimolato responsabilità, collaborazione e pazienza, insegnando che il cibo non nasce dal nulla, ma è il frutto di attenzione e lavoro costante.

    Questi orti scolastici hanno anche favorito lo sviluppo di competenze scientifiche, attraverso l’osservazione e l’esperimento, e competenze manuali, legate alla semina, all’innaffiatura e alla cura delle piante. Infine, sono stati spazi di socialità e gioco all’aperto, fondamentali per un apprendimento integrato che coniuga teoria e pratica, salute e benessere.

    Cibo come esperienza sensoriale, sociale e creativa

    Con “Coltiviamo il Gusto”, oltre 573 bambini di 31 classi, dalla scuola dell’infanzia alla primaria, hanno partecipato a laboratori didattici emozionanti e coinvolgenti, in cui il cibo è stato vissuto come esperienza totale, capace di parlare ai sensi, stimolare l’immaginazione e creare connessioni profonde.

    Bambini e bambine, dalla scuola dell’infanzia alla primaria, hanno:

    • Toccato, annusato, assaggiato i cibi per conoscerli con tutti i sensi
    • Disegnato e raccontato menù colorati e fantasiosi
    • Cucinato con le proprie mani ricette a base di legumi
    • Giocato con la stagionalità, la provenienza e l’equilibrio del pasto

    Questo approccio sensoriale ha favorito una conoscenza più diretta e intima degli alimenti, suscitando curiosità e accoglienza anche verso quelli meno conosciuti o meno graditi. Il cibo è diventato così un’opportunità di esplorazione e stupore.

    🧩 Giocare con la stagionalità e l’equilibrio del pasto

    Attraverso giochi ed esperienze interattive, i bambini hanno imparato a distinguere gli alimenti di stagione, a riflettere sulla provenienza e a costruire un pasto equilibrato. Sono stati proposti memory, puzzle, ruote del gusto e attività a squadre, che hanno reso divertente l’apprendimento e hanno trasmesso concetti complessi in modo semplice e coinvolgente.

    📚 Imparare facendo, sentendo, condividendo

    Questi laboratori non si sono limitati a trasmettere nozioni, ma hanno attivato competenze trasversali: capacità di osservazione, creatività, rispetto, collaborazione e consapevolezza. Hanno coinvolto corpo, mente e relazioni. Il cibo è stato riconosciuto come linguaggio universale, che unisce bambini, insegnanti, famiglie e comunità: “Coltiviamo il Gusto” ha così mostrato che educare al cibo significa molto di più che insegnare cosa mangiare, significa costruire, passo dopo passo, un rapporto affettivo e responsabile con la madre terra, con gli altri e con sé stessi.

    I laboratori organizzati con le scuole, in collaborazione con le educatrici alimentari di Qualità & Servizi, hanno avuto un ruolo centrale nel creare una vera comunità del cibo all’interno della scuola e oltre. Queste esperienze hanno reso il cibo un linguaggio educativo condiviso tra bambini, insegnanti e famiglie, capace di suscitare curiosità, consapevolezza e partecipazione.

    Questo insieme di esperienze ha rafforzato il senso di appartenenza a una comunità del cibo, fondata su valori di rispetto, condivisione e sostenibilità, aprendo la strada a una nuova generazione consapevole e partecipativa.

    Storie da gustare: un fumetto e un racconto collettivo

    Per accompagnare questo cammino, è nato un fumetto originale, “Il mistero della zuppa di durvere”, scritto dallo scrittore lucchese Stefano Tofani e illustrato da Valerio Barchi: un viaggio poetico e divertente alla scoperta della zuppa frantoiana, simbolo della cucina contadina lucchese e scrigno di biodiversità. Uno strumento creativo per raccontare ai più piccoli – e non solo – come i saperi del passato possano nutrire il futuro: 

    La zuppa di verdure!

    Bravi ragazzi, è la scelta migliore

    Salite su una barca, presto

    al centro del lago vi aspetto.

    Non fuggite via

    Credete nella magia!

    Slow Food, comunità e legumi come cultura

    Grazie alla collaborazione con Slow Food Lucca Compitese e Orti Lucchesi, il progetto si è arricchito di eventi come la Festa dei Legumi il 10 febbraio, occasione in cui bambini e genitori hanno potuto degustare, conoscere, imparare e stare insieme in modo autentico e gioioso.

    28 maggio 2025 – “Coltiviamo il Gusto: la voce delle scuole”

    Scuola Primaria “A. Del Fiorentino” – Capannori

    L’incontro finale ha visto riuniti più di 50 docenti, amministratori, ricercatori universitari e rappresentanti del Tavolo Educazione per riflettere sui risultati raggiunti e rilanciare nuove azioni. Un pomeriggio di confronto e visione, chiuso da un buffet con prodotti locali, in perfetta coerenza con lo spirito del progetto.

    Un cammino collettivo che guarda al futuro

    Lo sguardo ora è rivolto al prossimo appuntamento: Slow Beans 2025 – Meeting della Comunità Leguminosa, evento nazionale (Capannori 14/15/16 novembre) che vedrà protagoniste anche le scuole di Capannori, portatrici di esperienze, creatività e relazioni preziose, sempre più radicate nel territorio.

    Conclusione

    Coltiviamo il Gusto” dimostra come la mensa scolastica possa diventare seme di trasformazione culturale, coinvolgendo tutti gli attori – bambini, insegnanti, famiglie, produttori e istituzioni – in una comunità educante che mette il cibo al centro del benessere collettivo. Inoltre, la mensa rappresenta un motore economico locale, rafforzando il legame con produttori e aziende del territorio, valorizzando le eccellenze agricole e sostenendo lo sviluppo sostenibile della comunità. Un modello replicabile, capace di generare impatto reale sul contesto e nelle vite delle persone.

    Giorgio Dal Sasso

  • Parole in Tavola

    Parole in Tavola

    Si intitola ‘Parole in tavola: storie di cibo, territorio e sostenibilità’ la rassegna letteraria promossa dalla Piana del Cibo, la gestione associata delle politiche locali del cibo realizzata dai Comuni di Capannori, Altopascio, Porcari e Villa Basilica, in collaborazione con il progetto europeo Foodclic. La rassegna rappresenta un percorso di promozione della cultura alimentare che prenderà il via giovedì 13 marzo al polo culturale Artèmisia di Tassignano con la presentazione del “Nuovo scaffale sul cibo della Biblioteca ‘Ungaretti” e proseguirà con altri cinque appuntamenti durante i quali saranno presentate altrettante pubblicazioni dedicate al tema del cibo.

    “Questa bella iniziativa promossa dalla Piana del Cibo rappresenta una nuova e importante occasione culturale per riflettere e approfondire alcune tematiche legate al cibo attraverso pubblicazioni dedicate sotto vari aspetti all’alimentazione e a ciò che vi ruota attorno – spiega l’assessora alla Piana del Cibo, Silvia Sarti-. La Piana del Cibo da tempo, anche attraverso il lavoro dei tavoli tematici, sta portando avanti un’importante attività sulle politiche del cibo, sul sistema alimentare locale, la necessità di valorizzare le filiere locali e contrastare lo spreco alimentare. Ed inoltre sull’importanza di educare al cibo e a questo proposito è da segnalare la presentazione di un fumetto sulla zuppa che sarà diffuso nelle scuole. ’Parole in tavola’ vuole contribuire ad approfondire queste tematiche auspicando un’ampia partecipazione da parte della cittadinanza”.

    “Tra le tante iniziative che saranno sviluppate dalla Piana del Cibo abbiamo pensato anche ad aprire uno spazio di riflessione e approfondimento sul tema del cibo sotto il profilo culturale – spiega il presidente della Piana del Cibo, Massimo Rovai-. È per questo motivo che abbiamo pensato ad uno scaffale di libri specializzato sul tema e, parallelamente, ad una rassegna letteraria sui libri usciti di recente sul tema proprio per offrire uno spazio di dibattito e dialogo tra gli esperti e i cittadini consumatori. Ci auguriamo, con questo, di far crescere l’interesse e la consapevolezza delle persone sul ruolo rivestito da uno stile alimentare sostenibile nel migliorare la nostra salute e ridurre l’impatto del cambiamento climatico”.

    Il programma della rassegna: giovedì 13 marzo ore 17.30-19.30 sala Pardi-Artèmisia, presentazione  “‘Nuovo scaffale sul cibo della Biblioteca ‘Ungaretti’” con Silvia Sarti, assessora alle politiche educative e Piana del Cibo, Claudia Berti, assessora alla cultura, Massimo Rovai, presidente della Piana del Cibo; giovedì 27 marzo ore 17.30-19.30 Sala Pardi-Artèmisia, presentazione del Fumetto ‘Il mistero della zuppa di durvere’ con gli autori Stefano Tofani e Valerio Barchi. Dialoga Riccardo Pensa; giovedì 10 aprile ore 18-20.30, mensa comunale presentazione del volume ‘Ricette dei nostri tempi’ con l’autore Luciano Fanucchi. Dialogano Luciano Luciani e Giorgio Dalsasso. In programma una cena con ricette tratte dal libro a cura di Qualità & Servizi; giovedì 17 aprile Sala Pardi-Arrtèmisia ore 17.30-19.30 presentazione del ‘Numero monografico su alimentazione-Rivista ‘Documenti e Studi’ con la partecipazione del direttore della rivista Filippo Gattai Tacchi. Dialoga Giorgio Dalsasso; venerdì 23 maggio ore 17.30-19.30 Sala Pardi-Artèmisia’, presentazione del libro ‘La natura bella delle cose’ con l’autrice Barbara Nappini, presidente di Slow Food Italia. Dialoga Massimo Rovai; giovedì 19 giugno ore 17.30-19.30 Sala Pardi-Artèmisia, presentazione del libro ‘La spesa nel carrello degli altri’ con gli autori Andrea Segrè e Ilaria Pertot. Dialoga Massimo Rovai.
    Tutti gli incontri sono ad ingresso libero.

    Scarica il programma:

    PAROLE-IN-TAVOLA